Accessibilità al femminile

Salute vs Malattia: distorsione degli spazi della collettività

Nel 1946 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) coniò una definizione di salute che esulava dal quel concetto di “salute = assenza di malattia” sostenuto dalla scienza fino ai primi decenni del XX secolo.

La definizione dell’OMS, "stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia", sanciva inoltre il principio di ciò che oggi riconosciamo tutti come “diritto alla salute” e, coinvolgendo nella definizione data il termine sociale, chiamava le istituzioni a rendersi responsabili della garanzia di tale diritto.

Accessibilità, un tema marginalizzato

Il problema della mancata realizzazione di un'accessibilità territoriale diffusa è da ascriversi a problematiche di natura culturale e non economica: costruire spazi accessibili non comporta costi aggiuntivi se questi sono ben progettati fin dall’inizio e l’adattamento di spazi e edifici esistenti è spesso ottenibile con costi contenuti e comunque ammortizzabili nei benefici sociali derivanti dalla sua realizzazione.
Nonostante anni di progressi normativi in tema di accessibilità, questo tema è ancora affrontato dal senso comune come una materia “dedicata ai disabili”.

Accessibilità e appartenenza

Oggi vorrei parlare di come il senso di appartenenza a un luogo e a una cultura, sia strettamente legato al tema dell’accessibilità.

L’essere umano, come qualsiasi altra forma di vita, è parte integrante dell’ambiente che lo circonda e con esso stabilisce un rapporto di reciproca interazione e trasformazione, sia come singolo individuo che come parte della comunità.

Fino dalle epoche più remote gli esseri umani hanno cercato di “addomesticare” il proprio ambiente per renderlo ospitale e protettivo per la comunità della quale facevano parte.

Accessibilità” ovvero Zenobia, una presentazione

Salve a tutti, attraverso questa rubrica vorrei condividere e discutere con voi un tema che ritengo molto importante: l’accessibilità.
Accessibilità nel senso più ampio del termine, perché essa rende vitali e i nostri edifici, i paesaggi, le città e il nostro territorio, permettendoci di conoscerli.
Accessibilità come diritto di tutti: anziani, bambini, disabili temporanei, genitori con figli piccoli, persone provenienti da culture diverse e, naturalmente, persone con disabilità motorie e sensoriali.
Ognuno di noi sente ciò che lo circonda in modo speciale e questo non dipende solo dalle capacità o incapacità “fisiche”, ma anche da molti altri fattori tra cui prevale la storia personale di un individuo. Così a età diverse corrispondono percezioni diverse dello spazio intorno a noi.

Anna Rotellini2

Anna Rotellini, architetta.
E' nata nel 1958, vive e lavora a Firenze. Cura questa rubrica dall'ottobre 2016.

anna.rotellini@pontedonna.org